LA STORIA DEL LOGO


Svolgimento, sviluppo, movimento ordinato a un fine. Se noi cercassimo il significato di “evoluzione” ne troveremo di certo questa definizione. E bene, molto probabilmente, fu proprio questo ad ispirare Umberto Mastroianni nella realizzazione di quella che, poggiata in Piazza Roma il 29 Ottobre 1997, sarebbe divenuta la sua ultima fatica prima della morte dell’artista, avvenuta il 25 Febbraio 1998.
Da allora l’Opera in bronzo, donata in occasione del 60° anniversario dell’inaugurazione di Aprilia, troneggia come simbolo stabile della città sulla fontana della nostra Piazza centrale, principale luogo di raduno ed incontro di una cittadina in continuo movimento, sviluppo, svolgimento: evoluzione.
Ferma lì sembra suscitare movimento e cambiamento, sembra essere un monito alla coscienza, al senso di appartenenza verso questo territorio che ci fa sentire, in quanto giovani, chiamati in causa nel continuare questo processo di evoluzione che già in passato ha portato Aprilia a diventare uno dei comuni più importanti del territorio.
Ma crediamo che questo territorio possa ancora dare molto e da qui l’idea di formare un gruppo di ragazzi che possano portare idee concrete, nuove, e che abbiano anche la volontà di mettersi in gioco per realizzarle fin da subito e non lasciarle solo su carta. Un gruppo di ragazzi eterogeneo, ragazzi diversi tra loro, con anche idee diverse poiché, il confronto, se aperto e rispettoso è sicuramente un valore aggiunto. E così, proprio come in ”evoluzione, gioco lunare” del maestro Mastroianni dove forme di vario tipo, tutte diverse tra loro, si rincorrono e si intersecano insieme fino a formare un’armonia perfetta che sia anche rappresentazione di un’idea precisa e ben definita, così, ambiziosamente aspiriamo a diventare anche noi: ragazzi diversi e con idee diverse che lavorano per uno stesso fine, e, con l’aiuto e contributo di tutti voi, a crescere sempre più.
Da qui, quindi, deriva la scelta da parte nostra di prendere come nostro emblema un simbolo della Città molto spesso ignorato.
Non potevano mancare poi le Nostre cinque rondini!



Commenti